sabato 22 aprile 2017

Un lungo filo rosso





Ebbene, dopo molto molto tempo e diverse peripezie, siamo riuscite a completare il nostro secondo lavoro collettivo! E’ dunque terminata la nostra super-tovaglia, concepita per fare da sfondo alle occasioni in cui mettiamo in mostra le nostre opere d’ago. 


Abbiamo voluto inserire in questo manufatto tutte le attività che in qualche modo si legano al ricamo: c’è la ricerca delle idee, che oggi si fa anche grazie al nostro prezioso pc, c’è il disegno dello schema, c’è il taglio della stoffa, il cucito a mano o a macchina, il ricamo stesso, la creazione a maglia che altrettanto ci appassiona, il lavaggio e la stiratura del lavoro finito, ed infine, immancabile, lo sfoggio delle nostre piacevoli fatiche. 


Noi concepiamo tutte queste attività come un unico percorso e abbiamo voluto renderlo evidente tramite il filo rosso che tutte le unisce, così come la passione per la creatività unisce noi associate.


Ora non rimane che trovare la giusta occasione per inaugurare la nostra opera collettiva!


sabato 1 aprile 2017

Aria di novità



Ne avevamo già parlato in un post di qualche mese fa: le “direttive”, cioè le tre associate che dalla fondazione di Fili tra le mani hanno fatto parte del comitato chiamato a gestire l’associazione, si sono dimesse per fare spazio a nuove persone ed idee. 


La decisione è maturata già da un anno e sempre da un anno è stata annunciata, pertanto tutte le associate ne erano consapevoli. Tuttavia l’avvicinarsi del momento in cui la decisione è stata attuata ha provocato un certo disagio almeno in alcune. Si è percepito in qualcuna il timore che, se non sarà più lo storico terzetto ad essere al timone, l’associazione e le sue attività si sfilacceranno. In altre vi è la sensazione di non essere in grado di ricoprire i ruoli. 



Le ormai ex “direttive” hanno rassicurato le associate su diversi punti. In particolare:
1. Gli adempimenti necessari sono la cura di un po’ di scartoffie: la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della striminzitissima contabilità, la gestione del denaro per il pagamento degli affitti, un paio di verbali d’assemblea.

2. Essendosi il gruppo ridotto di unità, di fatto le decisioni vengono prese collettivamente durante gli incontri, pertanto non ci sono particolari questioni decisionali.

3. Ma vi sembra che le ex “direttive” possedessero particolari doti tali da renderle particolarmente qualificate per il ruolo?? No, dai, siamo serie! E’ giusto questione di tenere insieme il gruppo durante le serate ed essere di stimolo a far procedere le idee di lavoro che escono.

4. Non avete voglia di qualcosa di nuovo? Di qualche idea fresca? Di un modo diverso di lavorare? Non avete idee vostre che finora non hanno trovato spazio e che finalmente potrebbero trovare il giusto sviluppo?

5. Pensate davvero di liberarvi dell’invadente trio? Che scomparirà nel nulla? Credete davvero che non vi importunerà con altre idee balzane, che non dirà la sua sempre e comunque, che non sarà disponibile a darsi da fare per il gruppo? 

Alla luce di queste condivisioni, attendiamo di sapere chi avrà voglia di sostituire le tre pazzerelle e quali meravigliosi progetti scaturiranno dal nuovo assetto.


sabato 11 marzo 2017

Una questione di percezione



Sarà capitato anche a voi di notare come un colore appaia cambiare d’intensità e luce affiancato ad un altro. A noi ricamatrici questo accade di continuo, poiché sperimentiamo quanto un filo colorato possa cambiare d’impatto a seconda che sia ricamato su tela bianca o ecru, neutra o colorata. Tuttavia non sempre ne abbiamo piena consapevolezza.


Ecco che allora abbiamo pensato di sfruttare il lavoro sui colori per studiare proprio l’alterazione della percezione cromatica delle stesse cromie di filato su sfondi diversi.

Abbiamo allora scelto una delle palette trovate – quella del vasetto di Elsa – e abbiamo deciso di usarla per ricamare un identico soggetto su stoffe di diverso colore, per valutare quanto cambi la resa del ricamo nei diversi abbinamenti. 



Per utilizzare un ricamo in cui tutte siamo ferrate, ci siamo affidate agli amati fiorellini di Diana Lampe ed abbiamo disegnato una composizione di girasole, ortensie, camomille, che ci parevano i più adatti per sfruttare la palette in questione. 
Abbiamo poi selezionato le stoffe – ne sono arrivate di mille colori: beige, burro, ecru, grezzo, marrone, nero, verde, grigio, azzurro! Nonostante il gran numero, le abbiamo ricamate tutte.

A ricami completati, abbiamo creato con essi delle etichette cartonate, in modo da poter agevolmente confrontare tra loro i ricami sulle diverse stoffe.

L’esperimento è stato utile per farci acquisire maggiore consapevolezza sulle scelte cromatiche che usualmente facciamo, così come per rinforzare il nostro gruppo, che ha proceduto al lavoro durante le serate di ritrovo attorno al medesimo tavolone.


martedì 24 gennaio 2017

Di colore in colore



Come vi raccontavamo in un post precedente, quest’anno stiamo lavorando sui colori.
In una delle prime serate ci siamo ritrovate chi con degli oggetti, chi con delle foto che particolarmente l’avevano ispirata. Ne abbiamo scelti tre e ci siamo date alla ricerca della palette colori corrispondente. 


Nel primo caso si è trattato di un grazioso vasetto di Elsa, che abbiamo esaminato dentro e fuori cercando di isolare i singoli colori per poi confrontarli con quelli delle cartelle colori dei mouliné. Ci siamo aiutate con dei cartoncini bianchi dotati di piccoli fori, il cui scopo era proprio quello di isolare i colori di nostro interesse da quelli vicini. Abbiamo poi scelto i filati che ci parevano più vicini dalla tabella colori. Infine abbiamo confrontato le matassine, scoprendo come a volte le cartelle dei filati possano essere in parte ingannevoli – probabilmente per la diversa disposizione dei prodotti rispetto alla resa nella forma delle matassine in commercio. Abbiamo infine preso nota di tutto. 


Nel secondo caso si è trattato di un’immagine di una foresta dai mille colori, esaminata tramite lo schermo di un tablet. L’impresa non è stata semplice, proprio in virtù del supporto non sempre stabile e a volte ingannevole in materia di colori. Ma pure in tal caso il metodo dei cartoncini forati e della cartella colori ha funzionato, producendo un insieme di fili multicolore. 



La nostra fissata con la maglieria (!), Patrizia, ha ben pensato di trovare le corrispondenze in mouliné di un filato di lana mélange che stava lavorando, pertanto ha estratto una serie di blu e verdi davvero interessante. 



A seguito di questo, abbiamo prodotto dei mini-campioncini di ricamo per valutare se le palette trovate rendessero davvero una volta ricamate su stoffa e ci è parso che tutte e tre fossero degne di essere utilizzate per un ricamo. 

Di lì è scaturita l’idea che ognuna si dedichi ad un ricamo a piacere utilizzando una delle palette, per vedere come possono essere diversamente valorizzate attraverso il filtro del gusto e della sensibilità di ognuna.

martedì 22 novembre 2016

La difficile arte della rinuncia



Alla ripresa delle attività ad inizio settembre un’ulteriore sfida ci si è parata davanti: l’imminente Festa delle Associazioni di S. Bonifacio, a cui abbiamo preso parte nei due anni precedenti.



L’esperienza delle precedenti partecipazioni ci ha insegnato che, seppure si tratti di una manifestazione di paese che non ha pretese di particolare magnificenza, l’organizzazione necessaria per presenziare è impegnativa e avida di tempo: occorre innanzitutto coordinarsi con l’amministrazione comunale per presentare l’iscrizione e per richiedere i materiali offerti dall’amministrazione stessa di cui si abbisogna, vale a dire tavoli, sedie, ombrelloni o gazebo. In secondo luogo occorre valutare quali altri materiali servano: generalmente, un tavolo, altre sedie, materiale per esposizione – gli anni precedenti abbiamo usato scatoloni rivestiti di carta colorata, relle attaccapanni, scatole, valigie, cavalletti con telai appoggiati.  Serve capire quali associate hanno a disposizione questi materiali e come raccoglierli e trasportarli alla sede della manifestazione.


Occorre decidere poi cosa si intende esporre e raccogliere ordinatamente tutti i lavori: questo comporta che in una delle serate d’incontro ognuna porti i propri lavori selezionati, accuratamente imballati ed etichettati, e che alcune si incarichino di raccoglierli e tenerli in deposito sino all’esposizione. Serve inoltre valutare se sono necessarie decorazioni o cartelli esplicativi di quanto si espone e chi vi provvede. Non ultimo, si valuta se vi sono dei lavori che si intendono eseguire durante le ore della manifestazione; in tal caso è necessario procurarsi quanto serve per il lavoro ed organizzare i turni di lavorazione con le presenti. 



Il giorno della fiera è necessario che alcune delle associate si riuniscano anticipatamente, che carichino le loro auto con i materiali per l’esposizione ed i lavori da mostrare, che si rechino nel luogo assegnato all’associazione, che qui scarichino i materiali, che proseguano poi nel montaggio dello stand e nella sistemazione dei lavori. Di solito l’esposizione dei ricami richiede tempo ed è usuale che si discuta a lungo al proposito e che l’allestimento venga modificato varie volte prima di trovare l’assetto definitivo.

Una volta sistemato il tutto, le associate presenti prendono posto, alcune sulle sedie a lavorare sui pezzi che si è deciso di ricamare in loco, altre invece di fronte allo stand per fornire a chi lo chiede informazioni sulla nostra associazione. 



Alla fine del pomeriggio di esposizione, occorre re-imballare i lavori delle associate e riporli nei contenitori con cui sono stati portati, smontare i materiali di allestimento e caricarli nelle auto, restituire all’organizzazione comunale i materiali da loro forniti, ricaricare il tutto nelle auto e trasportarlo nelle proprie case. All’incontro successivo i lavori esposti vengono restituiti alle associate che non erano presenti.

La dettagliata (ma non troppo) relazione su ciò che è necessario per partecipare a questi eventi ha il senso di voler esplicitare l’impegno che è richiesto e l’auspicabile numero di associate per condividerlo, così come per dare senso ad una partecipazione che, se offerta da un numero sparuto di persone, rischia di dare il messaggio di un’associazione poco florida. 


A settembre dunque, quando ci siamo trovate a decidere se prendere parte anche alla manifestazione 2016, ci siamo rese conto che poche di noi erano disponibili ad essere presenti e a prendersi cura dell’organizzazione nel giorno designato. Alla luce delle esperienze passate, abbiamo ritenuto eccessivamente arduo che solo poche di noi si facessero carico dell’impegno del caso, oltre che poco felice quale messaggio al pubblico. Abbiamo atteso a lungo e tergiversato, ma alla fine abbiamo deciso di annullare la nostra iscrizione, già inviata all’amministrazione comunale.


Nonostante la delusione di non avercela fatta, riteniamo che anche questo sia un passo importante per il nostro gruppo: pensiamo che questa esperienza possa aiutarci ad acquisire consapevolezza sulle nostre concrete risorse e sulle difficoltà che la vita associativa presenta, così come ci ha permesso di testare la nostra maturità di comprendere quando un obiettivo non è alla nostra portata e di esercitare la difficile arte di dire no.